I pezzi cult della collezione Floricultural vengono contaminati e avvolti da fantasiosi viticci in smalto colorato, che donano movimento e un tocco pop.

Il titolo della collezione – You’re So Vine! - è un gioco di parole che rende omaggio all’ironia che da sempre contraddistingue la designer milanese e rimanda con immediatezza al viticcio (vine in inglese) e al mondo delle piante rampicanti.

La designer – assecondando la sua passione per l’estetica e le culture orientali – si rifà ora all’ Hanakotoba, il linguaggio giapponese dei fiori, secondo cui il giglio tigrato indica prosperità, l’heliconia unicità e il caprifoglio legami d’amore.

La collezione di gioielli ‘Floricultural’ è ispirata al linguaggio segreto dei fiori.

No Rice, No Life, la prima collezione di gioielli di Bea Bongiasca, rappresenta l’unione tra la cultura orientale e i simboli della cultura occidentale. La collezione esplora tutto ciò che è considerato prezioso nelle due differenti culture.

Il riso è una delle più importanti risorse nella cultura orientale e il simbolo della vita. Le perle, invece, sono sempre state considerate sinonimo di benessere e di elevato status sociale nei paesi occidentali.

Perseguendo la sua passione per Est e la sua estetica, la designer ha ideato una collezione che ha la funzione di fare da ponte tra le diverse culture generando curiosità verso i più famosi simboli Asiatici.

Lo scopo di questa collezione è quello di fare un primo passo nel voler conoscere meglio i paesi stranieri ed è un modo per condividere le loro culture ironicamente, ma in maniera stimolante. In virtù della semplicità di questi caratteri, nonchè dei loro significati e della profonda e antica storia di cui si fanno portavoce, la collezione trasforma l’arte della calligrafia in eleganti linee sul corpo.

Happy-go-Cola è una collezione in edizione limitata di cinque pezzi presentata in occasione di DesignMiami 2014 dalla galleria Antonella Villanova. Cola in cinese (pronunciato Kělè) è sinonimo di “permettere felicità” e di evasione. Corrisponde a quello che in giapponese viene riassunto nel termine Kawaii, che può essere tradotto in italiano come carino e adorabile.

La sua estetica, grazie ai personaggi giocosi e allegri che la animano, permette di estraniarsi per un attimo dallo stress della vita odierna. È così che la designer milanese riesce a raccontare la volontà di evasione dalla quotidianità spesso difficile da accettare e da vivere, del desiderio di felicità attraverso la leggerezza così fortemente sentito dai giovani d’oggi.